Visualizzazione post con etichetta progetto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta progetto. Mostra tutti i post

martedì 8 maggio 2012

6° ToDO (2/4 B)_ Partnership al progetto

 Conferenza G.A.S.P.E.R. alla galleria "Come se"





Quella che segue è la ripresa dell'intervento di Dario Pulcini di  G.A.S.P.E.R. all'interno della conferenza OPEN HOUSE ROMA tenutasi alla galleria "Come se" il 6-5-2012. Al termine della stessa, il responsabile di questo gruppo di acquisto si è fermato a scambiare due parole. Durante la conversazione ha sottolineato la forza sociale e aggregativa che si realizza attraverso questo tipo di associazioni arrivando a rappresentare anche il ruolo di salvagente occasionale per gli aderenti. Dal punto di vista materiale, invece, ha evidenziato la difficoltà che incontrano nello stoccaggio delle merci. Necessità che va presa in considerazione a livello progettuale dal momento che per il resto non hanno richieste particolari.



Per ulteriori informazioni visitate 

domenica 22 aprile 2012

5° ToDO (2/4)_ RURAL STUDIO


Rural Studio

"Le comunità meno agiate hanno diritto ad una buona architettura?  Decisamente si!"
Sembra questo l'input che, accanto alla volontà di rendere il mondo un posto migliore,  ha dato origine a Rural Studio. Nel 1993 Samuel Mockbee, architetto, artista e docente universitario della Auburn University (Alabama), fonda questo programma educativo  che invita studenti di architettura a progettare e costruire opere suggestive, funzionali, ma soprattutto responsabili.  
Il modello design and build si basa sul mettere in pratica l'attività progettuale a favore di singoli o comunità più bisognose che vengono coinvolte nella progettazione. Ogni anno studenti e tesisti, sotto la supervisione dei responsabili, realizzano  alcune opere che spaziano dall'ambito residenziale  al  pubblico, ma sempre dirette agli abitanti poveri delle aree rurali.  Il tutto conseguito praticamente a costo zero. Infatti, la manodopera  è fornita a titolo gratuito da universitari e detenuti e la materia prima è materiale di scarto delle vicine industrie (finestrini e targhe automobilistiche, feltro,copertoni, cartoni, balle di fieno, ecc.) . Risultato: case e strutture assolutamente necessarie, ma anche esperienza seminale per gli studenti che hanno partecipato e per tutti coloro che ne sono stati  ispirati:
La missione di realizzare un'architettura che nutre lo spirito e migliora la vita di tutti coloro che lo sperimentano si è realizzata. -mappa interattiva progetti-
Negli ultimi dieci anni l'atelier ha cercato di affrontare la pressante necessità di alloggi dignitosi a prezzi accessibili, indirizzandosi  verso la realizzazione di modelli abitativi dal costo di $ 20.000 ($ 12.000 materiali e $ 8.000 manodopera) la $20k house.

Dopo la morte del fondatore, il programma si è mosso secondo il motto che gli ha lasciato in eredità "Proceed and be bold!" "Procedete e siate coraggiosi!", dando degli esiti talmente tanto fruttuosi da trasformarli in una piccola leggenda americana. Non a caso sono stati protagonisti di una mostra  al MoMa  e di un lungometraggio (interessante l'intervista di Peter Eiseman, che in posizione completamente opposta sostiene: "l'architettura non trasforma il mondo in un posto migliore. L'architettura  è qualcosa che sfida le persone,  ciò che vogliono, la loro idea di comfort, sfida la loro prospettiva nel modo di vivere" ).
L'architettura  più conosciuta dell'atelier è la Mason's Bend House -Glass Chapel o Community Center, un piccolo spazio al centro del paese in prossimità della fermata d'autobus.


L'opera realizzata nel 2000 affronta i temi cari a tutta la loro produzione, ponendo  l'attenzione su:
- gli spazi dove interagiscono architettura e persone (spazi collettivi, portico domestico)
- rapporto tra interno ed esterno  
- la copertura come simbolo di protezione e quindi valore primordiale dell'architettura



Le pareti della struttura sono fatte principalmente di  terra essiccata con un mix  contenente argilla locale, cemento, e una piccola quantità di acqua. Le pareti sono protette da una copertina metallica con gocciolatoio che essendo arrugginita si mimetizza con il colore della terra. Il tetto è una combinazione di lamiere e finestrini di automobili recuperati da un centro demolizioni. Sia le lastre metalliche che il vetro sono imbullonati ad un telaio leggero a sua volta agganciato alla struttura portante in legno. Lo spazio, come si capisce dal nome, è meditativo ma anche luogo informale d'incontro per la comunità. Il progetto si configura come una architettura frutto di una sintesi tra materiali naturali e scarti industriali. Gli oggetti portati in un contesto diverso raggiungono un maggiore valore estetico (vedi le squame di vetro) che rimanda all'arte della combine-painting di Rauschenberg.  Nonostante il riconosciuto valore architettonico oggi l'opera versa in stato di degrado, ma per fortuna è solo una delle poche di tutto il loro lavoro. 

 












Maggiori dettagli :
Testi di approfondimento:

venerdì 20 aprile 2012

5° ToDO (1/4)_ La rivoluzione informatica dell'architettura e l'esperienza dei Rural Studio


La rivoluzione informatica dell'architettura e l'esperienza dei Rural Studio

11 Settembre 2001 il mondo cambia, entra in una fase di stallo e non riesce a superare le sue difficoltà.
La crisi che stiamo attraversando, che trae le sue origini dai viaggi spaziali, dagli stravolgimenti politici e geoclimatici, ci porta a prendere coscienza del fatto che l'uomo vive una condizione di precarietà, non è più dominante.   La riflessione che ne consegue è quella di una nuova prospettiva sul mondo e sugli strumenti che abbiamo a nostra disposizione: le risorse elettroniche e digitali.
Esclusivamente  guardando a queste innovazioni in chiave strumentale e non come utensili , ossia prolungamento dei sensi, si può godere di una fase rivoluzionaria (vedi l'effetto della prospettiva nel passato).
Ci rivolgiamo così all'Information Technology  come strumento forma risolutiva delle grandi difficoltà attuali: squilibrio tra Nord e Sud, tra ricchezza e povertà, uso consapevole delle risorse, necessità di trasparenza e democraticità...... Ma per fare ciò occorre che l'informatica superi l'effimero e si trasformi nella materializzazione dello spirito del Tempo.
Nella sfera architettonica il cambiamento si concretizza con il computer che diventa catalizzatore in ambito progettuale, tecnologico, estetico e culturale. La mentalità che ne scaturisce  è quella che ci permette di gestire le infinite informazioni alle quali abbiamo accesso, creando una architettura che esplora la presenza centrale della soggettività , della personalizzazione, della comunicazione, della complessità in una logica sistemica.  L'obbiettivo è "gestire la complessità". attraverso uno spazio che allarga il concetto di exsistenz minimum (che soddisfa i bisogni) con quello di exsistenz maximum che affianca ai bisogni la realizzazione di possibilità e desideri.
In questo quadro si inserisce il lavoro dei Rural Studio con una architettura primitiva che apparentemente sembra rifarsi  all'exsistenz minimum ma che invece amplia il risultato progettuale attraverso una coscienza sociale e ambientale. L'approccio alle problematiche, alle gestione e risoluzione delle crisi del mondo moderno, è molto pragmatico, non a caso il suo fondatore Samuel Mockbee sosteneva "la nostra architettura non è rappresentazione della realtà, ma la realtà stessa". Il loro lavoro ecosostenibile, democratico e sociale sembra rivendicare il ruolo di necessità dell'architettura. Seppur in una estrema povertà di carenza di risorse e di mezzi sembrano, con la loro ideologia, esaltare "la forza dell'architettura" insegnandoci "il coraggio della Modernità".  







DESIGN & BUILD

DESIGN BUILD a Roma  in chiave sostenibile al MAXXI



Dal 1° dicembre al 29 aprile 2012, apre parallelamente al Maxxi di Roma la mostra Re-Cycle, strategie per l’architettura, la città e il pianeta.
La mostra è curata da Pippo Ciorra, ed è composta di oltre 80 opere tra disegni, modelli, progetti di architettura, urbanistica e paesaggio, in dialogo continuo con opere di artisti, designer, video maker, con ampi sconfinamenti verso produzioni musicali e televisive.
La mostra si espande all’esterno del museo con due installazioni: il progetto Maloca dei designer brasiliani Fernando e Humberto Campana e il Padiglione Officina Roma in materiale riciclato del collettivo tedesco raumlaborberlin, entrambi realizzati in diretta nei giorni precedenti l’inaugurazione. 







domenica 18 marzo 2012

1° ToDO_SCELTA AREA

Scelta degli Urban Voids:
1° area 20
2° area 29
3° area 26





Anziano di Villa Certosa (ex geometra del comune di Roma):
Io sono nato in questa zona che, insieme al Quadraro sono quelle più vecchie. Entrambe, infatti, hanno subito rastrellamenti dei nazisti. Sono quartieri nati in maniera spontanea per sopperire al bisogno di abitazioni per le famiglie che emigravano all'inizio del secolo da Sardegna, Sicilia, Marche e Abruzzo perché i veneti andavano nella pianura pontina.  
Le case nascevano da lottizzazioni che davano vita a micro lotti sui quali costruite baracche fatiscenti poi sistemate con tufo e pozzolana reperita con la "barozzetta" nelle gallerie sotterranee (che noi avevamo utilizzato prima come rifugio antiaereo durante la guerra). La nascita non pianificata dell'area ha fatto si che queste non avessero le fogne fino a 5 anni fa quando è intervenuto finalmente il comune. Fino ad allora le case utilizzavano come fogne le vecchie cave, creando  dissesti nelle costruzioni, aggravati dalle vibrazioni dell'adiacente ferrovia Roma-Napoli. Proprio per questo motivo chi ha potuto se ne è andato a malincuore dalla sua casa natale, pur senza allontanarsi. Ora le case sono abitate dagli extra comunitari di diverse nazionalità.  Nonostante la forte presenza di questi stranieri non riusciamo a integrarci, ma comunque non danno fastidio. Quelli che mi piacciono di più sono i cinesi perchè hanno la loro mafia che da una parte li schiavizza e dall'altra li protegge.
Rappresentante del "ORTO -INsorto":
Questo progetto nasce dalla volontà di una associazione spontanea di circa 60-70 persone che per protesta hanno occupato l'area di via degli angeli 140.Abbiamo deciso di prenderci questo spazio, da anni abbandonato e di proprietà dell'INPS, per adibirlo ad orto, spazio per i bambini e più in generale per tutti gli abitanti del quartiere. Ovviamente i prodotti che da un anno a questa parte riusciamo a produrre sono in libera condivisione o utilizzati per le feste che saltuariamente organizziamo. L'associazione "Nidi di vespe"(in ricordo del rastrellamento tedesco del 1944) non ha fini di lucro e si propone di utilizzare questo spazio come luogo di incontro per l'intera comunità.  Del resto viviamo in una estrema carenza di verde, considerando che l'unico parco nelle vicinanze è il "Giardino dei Ciliegi" a Via Filippo Re (in realtà di piccole dimensioni e compreso tra ferrovia e strada di scorrimento).
Presidente Centro  Anziani "Teresa Frassinelli":
Il centro sociale è piccolo, soprattutto considerando i 1800 iscritti. Non abbiamo spazi all'aperto ed anche quelli al chiuso non ci permettono di svolgere molte attività. Per esempio il corso di ballo che abbiamo attivato si svolge in una saletta che può ospitare al massimo 4 coppie, e che si deve alternare con il corso di Canto  Corale.Per il resto lo spazio ci permette di svolgere solo partite di carte.
Nelle sale del piano terra ospitiamo la mostra fotografica "I cento scatti" di Roberto Ciavoni che racconta il quartiere e i suoi abitanti dal dopoguerra agli anni 70: demolizioni delle baracche degli archi dell'acquedotto,  lotte sindacali degli anni 70 e tutti quei momenti di vita quotidiana che tanto hanno affascinato Pier Paolo Pasolini. 
Anziana abitante della zona:
Il quartiere è vecchio e da rimodernare, mancano centri di ritrovo ad eccezione del Centro Anziani che però è molto piccolo (considerando il numero di iscritti) e privo di spazi all'aperto.
Io ho dei nipotini, con la bella stagione posso portarli al parco "Giordano Sangalli" ma d'inverno o con il brutto tempo i bambini non hanno altri spazi.